Jonico-Etnea, Un manifesto d’azione popolare contro il declino

Ormai da decenni il vasto territorio che va dal mare di Riposto, Mascali e Fiumefreddo, alle alture di Milo, Sant’Alfio, Piedimonte e Linguaglossa, vive una condizione di sostanziale depressione, in grande parte dovuta alla disattenzione della politica di vertice alle esigenze di un territorio ricco di potenzialità ma povero di strutture e infrastrutture necessarie ad una crescita economica degna di questo nome.

Il tempo della ricerca delle colpe è finito, se non altro perché mentre cerchiamo ancora i colpevoli, centinaia e centinaia di ragazzi ogni anno lasciano le nostre comunità, cercando fortuna al nord o all’estero.
E allora basta con gli infiniti processi ai sindaci, ai presidenti di regione, ai deputati, ai politici in generale, passati e presenti. Critichiamoli quando è necessario, certo! Svegliamoli quando rischiano di intorpidirsi, certo! Ma per Dio, diamoci tutti una mossa, facciamo qualcosa di propositivo, qualche azione concreta, ognuno per quello che può, per invertire la tendenza, per ripartire, per rinascere!

Ecco perché ritengo che nel territorio jonico-etneo sia necessario trovare una nuova forma di aggregazione umana e comunitaria, che vada oltre gli steccati della politica politicante, dei confini dei paesi, dei pregiudizi, degli stereotipi e dei campanilismi, figli distorti del secolo scorso. E chi scrive è un politico, convinto dell’importanza della politica per la risoluzione dei conflitti sociali. Sono convinto anche dell’importanza fondamentale della culture politiche, unico argine alla cialtroneria e all’analfabetismo istituzionale.

Ma nei momenti di emergenza, come avviene durante le guerre -e la crisi economica e sociale che avvolge il nostro territorio è davvero come una guerra- si necessita l’aggregazione di quante più forze attive possibili, dalla società civile, dalle professioni, dalle categorie produttive, dall’associazionismo, dal terzo settore, dagli amministratori, dai giovani, tutti uniti dalle comuni battaglie necessarie per la rinascita della nostra terra. Se non lo faremo noi, non arriverà mai un “Papa straniero” a risolvere i nostri mali. Il futuro è di chi lotta per conquistarselo.

E allora uniamoci nelle diversità culturali, e coesi negli obiettivi da raggiungere.
Diamo vita a un’associazione di liberi cittadini e amministratori che al di là e al di sopra delle appartenenze ideologiche, politiche e partitiche, si prefigga l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica e le Istituzioni di Governo locale, regionale e nazionale, su precisi obiettivi concreti per lo sviluppo della zona jonico-etnea. Un movimento che come i gilet gialli d’oltralpe, sappia essere impegnato in una rivoluzionaria e pacifica marcia verso la conquista dell’avvenire.

Questo movimento non dovrà essere un partito e nemmeno un movimento civico con l’obiettivo di mettersi in competizione con altri soggetti politici. Chi pensa al solo fine delle piccole elezioni locali può restarsene a casa.
La stella polare di questa nuova aggregazione saranno soltanto le opere materiali e immateriali necessarie per rilanciare il territorio. Per queste bisognerà battersi in ogni sede e con ogni mezzo permesso dalla legge, perché per troppo tempo il nostro è stato territorio di conquista, considerato non come zona da sviluppare a vantaggio dei cittadini ivi residenti e per la Sicilia intera, ma bensì come mero serbatoio di voti.

A mio avviso, andando oltre l’ordinaria amministrazione, le prime grandi azioni necessarie per dare uno shock positivo al territorio e per le quali combattere sono le seguenti:

  1. Creazione di un Consorzio di servizi tra i Comuni di Giarre, Riposto e Mascali, al fine di ridurre i costi e di migliorare i servizi unificando e armonizzando le politiche di sviluppo economico, urbanistico, sicurezza;
  2. Attivazione di un protocollo d’intesa per l’azione coordinata di promozione culturale e turistica tra i Comuni di Giarre, Riposto, Mascali, Sant’Alfio, Milo, Piedimonte Etneo, Fiumefreddo di Sicilia, Linguaglossa, Castiglione di Sicilia, Randazzo;
  3. Completamento dell’asse viario Riposto-Schisò, arteria fondamentale per collegare e aprire il nostro territorio costiero a Taormina e viceversa;
  4. Risoluzione definitiva del problema dell’inquinamento del mare e messa a regime dei depuratori che si affacciano sullo specchio di mare che va da Taormina a Riposto;
  5. Porre seriamente le condizioni per la realizzazione del Parco Tematico presso l’ex cartiera Siace di Fiumefreddo di Sicilia;
  6. Porre le condizioni per l’apertura del Casinò di Taormina;
  7. Progettazione e realizzazione della funivia che dal Porto di Riposto o da Fondachello conduca all’Etna;
  8. Apertura del Casello autostradale di Mascali-Giarre Nord;
  9. Creazione di una zona economica speciale a regime di tassazione agevolata nel perimetro dei Comuni ricadenti nella zona jonico-etnea.

Ecco, questi sono solo alcuni punti, i quali, tra l’altro, meritano di essere sviscerati con maggiore completezza e che comunque vanno uniti ai tanti altri che potranno venir fuori dal confronto tra tutti quei cittadini che vorranno concorrere alla battaglia per la rinascita del nostro territorio.

Qualcuno bollerà l’iniziativa come velleitaria o peggio ancora, come impossibile. A questi, i quali sono proprio il prototipo dei personaggi che hanno condannato il nostro territorio al degrado morale ed economico, andrebbe rammentato che “impossibile” è l’alibi dei perdenti.

Il sasso nello stagno è gettato. Nelle prossime settimane, insieme ad un gruppo di amici provenienti da diverse culture politiche e di versi campi sociali, lanceremo un’assemblea pubblica e una nuova piattaforma, dove tutti quelli che lo vorranno potranno dire la propria, chiedendo, partecipando, proponendo, facendo.

Guai agli inermi!

Il Cittadino Jonico-Etneo
Alberto Cardillo

2 pensieri riguardo “Jonico-Etnea, Un manifesto d’azione popolare contro il declino

  • 24 Febbraio 2019 in 12:37
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    Personalmente conosco diverse ambiente ,politica locale provinciale regionale e nazionale , sparso in provincia del Catanese, Un consorzip simile serieta non puo ancora funzionare, i vecchi lupi e/o infiltrati persone sempre della vecchia politicamente guidate.
    Si deve trovare solamente dei Giovani a fare progetti politici territoriale e formare una Commissione riconosciuta dalla Regione direttamente con lo stesso Presidente e confrontarsi con lui senza delegati.

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  • 24 Febbraio 2019 in 18:50
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    Ciao condivido e mi associo all’idea di riappropriarci del territorio per valorizzarlo in ogni sua piccola parte ove si possa esaltare bellezza, storia e uso a fini turistici dello stesso. Servono però idee per sviluppare progetti in ogni singolo Comune , è fallita perché più difficile sviluppare idee e progetti insieme con altriComuni. Quindi bisogna urgentemente sviluppare anche piccoli progetti per dare la possibilità a gruppi di giovani anche sotto forma di cooperative di gestire tutte le parti del territorio Comunale ove è possibile esaltate e far fruire al “turista” la bellezza e/o la storia di quel sito.

    Risposta

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