Il nervosismo del triste mentitore

La verità è che Conte ha perso il controllo.
In una democrazia le opposizioni (nome non a caso) hanno il compito di vigilare sull’operato del governo con il diritto -e il dovere- di criticarlo.
Il Presidente del Consiglio non può usare la televisione di Stato a reti unificate per attaccare violentemente le opposizioni, con accuse false e diffamatorie, senza alcun contraddittorio, nemmeno di un giornalista. Il suo gesto è una chiara intimidazione, una manifesta voglia di poter agire senza alcun dissenso, magari proiettando la sua voglia di fare e disfare la nostra nazione con i suoi Dpcm anche dopo l’emergenza, senza dover passare dall’inutile parlamento.

E basta critiche! Altrimenti c’è il manganello della RAI.
Un cattivo esempio -e criticano Orban!-, guardate cosa si è scatenato sui social, dove gente d’ogni estrazione, molti senza alcuna conoscenza di fatti e cose, ora si sente autorizzata ad attaccare violentemente chi non è allineato con il governo, perché “la Meloni e Salvini hanno votato il MES”, una vergognosa mistificazione. Il mondo al contrario. Ma in una società schiava di social e TV, dove in pochi si informano autonomamente, probabilmente anche quando il governo accederà al MES e magari arriverà la Troika, loro continueranno a negare senza contraddittorio, dando la colpa a Meloni e Salvini. Molti continueranno a crederci, fino a quando arriveranno i morsi della fame e magari, chissà, cominceranno a perdere Rdc, pensione o stipendio pubblico, perché ce lo chiederanno l’Europa, i vincoli di bilancio, i trattati, il Mes e Conte in TV con qualche languida lacrimuccia (vedi tutorial Elsa Fornero).

La democrazia è morta e il Presidente della Repubblica tace. Nella migliore delle ipotesi dorme, nella peggiore è connivente.

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